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Emergency 1994 - 2014: Perché essere curati è un diritto.

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emergency.it
15 Maggio 1994, Milano
Gino Strada, Teresa Sarti e Carlo Garbagnati fondano Emergency.
Non fondano solo un associazione ma creano un sogno che promuove una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani...una speranza di umanita
20 anni dopo Cecilia Strada, Presidente dell'organizzazione, ci racconta Emergency che sta ampliando sempre di più il suo raggio d'azione grazie al coordinamento e all'attività dei volontari e dei sostenitori.

Emergency 1994 - 2014. Durante questi 20 anni ha fornito assistenza medica a più di 6 milioni di persone, alla realizzazione dei nuovi centri sanitari, e ha collaborato con le autorità locali in molti nazioni in conflitto all'ammodernamento e all'equipaggiamento di strutture già esistenti.
Per il pubblico Greco ci spiega il spirito di Emergency che ha creato tutto quanto.
Il sogno di 20 anni fa come ha cominciato tutto e come ha durato fino ad oggi.


L’idea di Emergency è nata in un modo molto semplice: curare tutti, curarli bene, curarli gratis, curarli dov’è più difficile, quindi nelle zone teatri di guerra, nei Paesi devastati dalla povertà.
L’organizzazione è cresciuta tanto in questi vent’anni: abbiamo curato più di sei milioni di persone in sedici Paesi e oggi curiamo una persona ogni due minuti.
Quello che ci piacerebbe fare nei prossimi vent’anni è chiudere per sopraggiunta inutilità, ma in realtà quello che di fatto ci troveremo a fare è quello che stiamo già facendo, cioè lavorare per poter corrispondere a sempre più bisogni, perché le guerre non diminuiscono, al contrario, la povertà non diminuisce, al contrario.

Negli ultimi anni Emergency si ha attivata anche in Italia creando ambulatori mobili, poliambulatori per bisognosi ma anche per immigrati, e anche ha portato avanti un programma di assistenza sanitaria in alcune carceri.
Quale erano le motivazioni di questi azioni? La crisi economica che colpisce il suo paese ( come la Grecia )? Dopo anni di presenza in paesi in guerra, quali erano i sentimenti fornendo assistenza medica e non solo nei propri concittadini?


Nel 2006 abbiamo iniziato con un Poliambulatorio a Palermo in Sicilia, ora abbiamo quattro ambulatori mobili e tre poliambulatori.
Offriamo assistenza gratuita e la grande maggioranza delle richieste arriva da immigrati, ma negli ultimi anni abbiamo visto anche un aumento degli italiani che si rivolgono alle nostre strutture. Il Programma Italia è dunque diventato abbastanza grande per Emergency anche se è una goccia nel mare, se guardiamo a tutti i bisogni sanitari che ci sono in Italia.
Per anni abbiamo visto le risorse pubbliche drenate dal sistema sanitario nazionale a favore delle strutture private e abbiamo visto gli interessi del sistema allinearsi sempre più con la malattia, anziché con la salute. Oggi abbiamo di fronte i risultati: tanti cittadini che non riescono a vedere garantito il loro diritto a essere curati, bene e tempestivamente.
Bisogna raddrizzare la rotta, difendere il sistema sanitario nazionale.

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Ebola un' emergenza di oggi.
Emergency si trova ancora una volta al fronte, avendo creato un Centro di assistenza a Laka in Sierra Leone.
Lei mi può raccontare la situazione in questo momento in Sierra Leone a cause di Ebola:


Siamo presenti in Sierra leone da diversi anni dal 2001 con un centro chirurgico che si è allargato negli anni successivi con un centro pediatrico. La Sierra Leone è uscita proprio nel 2001 da una tremenda guerra civile.
Da allora la situazione stava lentamente migliorando quando l’esplosione di questa epidemia di Ebola ha riportato il paese nella disperazione.
La situazione in Sierra Leone è drammatica. il sistema sanitario, che già era fragilissimo prima è completamente al collasso. A settembre abbiamo aperto a LakKa un centro per malati di Ebola proprio per fare fronte a questa nuova emergenza. La situazione nel paese è grave, nel nostro centro continuiamo a ricevere pazienti, l’epidemia in Sierra Leone si sta espandendo velocemente soprattutto nei dintorni della capitale secondo quanto confermato dai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che parlano di 1500 persone infettate.

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Suo padre dott. Gino Strada aveva detto:
« Io non sono pacifista. Io sono contro la guerra ».
Me lo potrebbe spiegare?


Quello che pensiamo è che la guerra vada abolita. Sembra una cosa impossibile persino da dire, ma non era la stessa con lo schiavitù? La guerra come sappiamo bene non si può umanizzare, si può solo abolire.

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Lei e' anche mamma. L' insegnamento verso i giovani, verso i nostri figli quanto e' importante ?
Come possiamo raccontarli e farli capire l'importanza di offrire noi stessi per aiutare il prossimo ? ( spesso sacrificando tempo e risorse destinate a loro ).


Si, infatti crediamo tantissimo nei cittadini di domani, nei bambini e nei più giovani.
Emergency ha un’attività specifica proprio sulle scuole.
Per spiegare a bambini non solo la cultura della pace, ma anche per spiegare il significato della parola diritto.
Nelle scuole Emergency promuove la diffusione di una cultura di pace attingendo alla sua esperienza diretta in zone di guerra.
Su invito di insegnanti e studenti, Emergency interviene nelle classi con progetti differenziati per tematiche e fasce di età.
Dedichiamo tantissima attenzione alla promozione di valori della pace, dei diritti e della solidarietà.

Come potremmo aiutare / partecipare , noi che ci troviamo in Grecia l'operato di Emergency?

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Ci sono molti modi per sostenere Emergency.
Il sostegno economico è essenziale per poter garantire la continuità del lavoro di Emergency a favore delle vittime della guerra e della povertà. Sul sito di Emergency (www.emergency.it) si trovano tutte le modalità di sostegno, dalla donazione con carta di credito all’acquisto dei nostri gadget.
C’è anche la possibilità di sostenere l’associazione attraverso il volontariato. Sono circa 3 mila le persone che sostengono volontariamente l’associazione. I volontari svolgono un ruolo fondamentale nell’opera di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
Κίμων, 10/11/2014

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